Mio padre ( Guido Renzi )

Ricordo che ero solo un ragazzino
di quattro, cinque anni o giù di li
nell'innocenza dei miei verdi anni
mio padre mi appariva come un Dio.

Non c'era cosa che lui non sapesse
e dava un senso a tutti i miei perché
era la forza della sicurezza
la mano calda, la tranquillità

Poi lentamente il tempo se ne andava
cambiando poco a poco la mia vita
coi primi turbamenti della carne
le prime pene, le ansie, le paure.

E venne il tempo dell'adolescenza
magnifico, superbo e poco saggio
il mondo mi apapriva differente
pensavo fossi il solo che capiva.

Ero il più forte e convincevo tutti
amici, conoscenti e genitori
ero convinto di essere tra i pochi
sempre all'altezza di ogni situazione.

E intanto il tempo mi rubava tutto
portando via con se le mie certezze
assieme ad i miei amici più fedeli
all'innocenza ed alle mie illusioni.

Finché non venne il giorno che qualcuno
mi oppose tutte le altre verità
ponendomi davanti all'evidenza
di quanto in fondo il mondo sia diverso.

Le idee, la forza, quello in cui credevo
sembrava mi volessero lasciare
ed alle porte dello stato adulto
cercai mio padre che... era sempre la.

Ho ancora qui davanti agli occhi miei
la sua figura da cui traspariva
tutta la forza della sua saggezza
ancora pronta a prendermi per mano.

E adesso il tempo pareva che volasse
lasciando su mio padre il bianco inverno
con tutti i segni di una grande forza
che lentamente se ne andava via.

Oggi las vita mi ha insegnato molto
ma posso dire di aver tutto avuto
anche la forza che mio padre aveva
come vorrei che fosse ancora qui.

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